Perché si devono salvaguardare le vene safene, seppure malate?


La strategia CHIVA (parola che deriva da un acronimo francese, che sta ad indicare (Chirurgia della Insufficienza Venosa in Ambulatorio ︎︎︎︎︎︎︎︎︎︎︎ )︎︎ può spiegarcelo.︎︎︎︎︎︎︎︎︎︎︎︎ ︎︎︎︎︎︎ ︎︎ ︎︎︎︎︎︎︎︎ ︎︎︎︎︎︎︎︎︎︎︎ ︎︎︎︎︎ ︎︎︎︎︎︎︎︎︎︎︎︎ ︎︎︎︎︎︎ ︎︎
Innanzitutto, perché le vene degli arti inferiori, e le vene safene in particolare,︎︎︎︎︎︎︎︎ assolvono a quattro importanti funzioni fisiologiche:

1-drenano il sangue da pelle, muscoli, ossa e nervi;
2-riportano il sangue al cuore, consentendone il funzionamento;
3-regolano la temperatura cutanea;
4-costituiscono una importante via di emergenza in caso di trombosi venosa profonda della gamba

Inoltre con il progredire della chirurgia, si è aggiunta una quinta funzione: le vene safene possono essere utilizzate come sostituto autologo per i bypass, al posto delle protesi arteriose.Questo può rendersi necessario per esempio nella arteriosclerosi degli arti inferiori o in seguito a gravi traumi con lesioni delle arterie (per esempio negli incidenti stradali o sul lavoro) per prevenire la gangrena o nei disturbi della circolazione cardiaca ( infarto del cuore) per ripristinare il flusso ematico e prevenire gravi conseguenze del suo funzionamento ovvero il deficit di pompa.

Nel soggetto sano, il sangue, grazie alla spinta impressa dalla pompa muscolare del polpaccio (per la presenza di valvole unidirezionali) è indirizzato dal piede verso il cuore, dal basso verso l’alto contro la forza di gravità. Ma nel soggetto affetto dalla disfunzione di una o più di queste valvole, (come nel portatore di varici) si determina un reflusso (ovvero un flusso invertito, patologico, dall’alto verso il basso) con la comparsa di vene dilatate e tortuose: le cosiddette varici︎︎︎︎︎︎. Queste, prima che un inestetismo, rappresentano una modificazione del corretto svolgersi della circolazione sanguigna (reflusso) la cui correzione NON richiede necessariamente la eliminazione della vena varicosa. Quando sono compromesse le vene safene, che rappresentano i maggiori collettori della gamba, possono comparire progressivamente oltre a disturbi soggettivi come pesantezza ,prurito, crampi ,anche gonfiori, ulcere e perfino trombosi. ︎︎︎︎︎︎︎︎︎︎ ︎ ︎︎︎︎︎︎︎︎ ︎︎︎︎︎︎︎︎︎︎︎ ︎︎︎︎︎︎︎︎ ︎︎︎︎︎︎ ︎ ︎︎︎︎︎︎ ︎︎︎︎︎︎︎︎︎

Le tecniche terapeutiche tradizionali (dalla chirurgia mediante strippino finale più recenti tecniche endovascolari, come il laser e la radiofrequenza, ma anche la stessa scleroterapia, nelle sue varie modalità) hanno come unico scopo, pur in modi differenti, l’eliminazione delle varici︎︎,︎︎︎︎︎︎︎︎︎︎︎︎compromettendo il drenaggio dei tessuti e rendendo impossibile il loro utilizzo per i bypass. Per i motivi appena elencati, quindi, queste tecniche terapeutiche tradizionali espongono il paziente a più complesse recidive.

La strategia CHIVA, invece, mediante un particolare esame ecocolordoppler, detto Mappaggio Emodinamico, individua precisamente i punti patologici di reflusso, e li riporta su una mappa cartacea:︎︎︎(mappa emodinamica); personalizza quindi la terapia chirurgica in regime ambulatoriale, in anestesia locale, con 2-4 piccoli tagli mirati su guida ecografica.︎︎︎︎︎ ︎︎︎

Questa tecnica quindi più delle altre salvaguarda l’estetica, riduce l’invasività, ma soprattutto︎︎︎︎ conserva il patrimonio venoso safenico ovvero un organo salvavita.

 

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